Dopo aver visto il PLA, il materiale più diffuso in assoluto, parliamo di un altro grande protagonista della stampa 3D: il PETG. Se il PLA è la scelta per la semplicità e l’estetica, il PETG è quello che si sceglie quando serve qualcosa in più in termini di robustezza, senza però passare a materiali molto più complessi da lavorare.
Cos’è il PETG
PETG è l’acronimo di Polietilene Tereftalato Glicolato. È un parente stretto del PET, la plastica con cui vengono prodotte moltissime bottiglie per bevande: la “G” (glicole) è un’aggiunta che lo rende meno fragile e più semplice da stampare rispetto al PET puro.
È quindi un materiale che nasce già pensato per un uso pratico, non solo decorativo: unisce una buona lavorabilità a caratteristiche meccaniche superiori rispetto al PLA.
Perché si sceglie il PETG
Chi passa dal PLA al PETG lo fa quasi sempre per lo stesso motivo: vuole un oggetto che duri di più nel tempo e resista meglio a urti, calore e umidità, senza dover affrontare le difficoltà di stampa tipiche di materiali come l’ABS.
I pregi
Buona resistenza meccanica. Il PETG è più flessibile e resistente agli urti rispetto al PLA: invece di spaccarsi di netto, tende a piegarsi leggermente prima di cedere. Questo lo rende adatto a oggetti che vengono maneggiati spesso o che potrebbero subire piccoli urti.
Migliore resistenza al calore. Regge temperature più alte rispetto al PLA prima di deformarsi (generalmente resiste bene fino a circa 70-80°C, a seconda della marca). Un oggetto in PETG lasciato in auto in una giornata calda ha molte meno probabilità di rovinarsi rispetto a uno in PLA.
Resistenza all’umidità e agli agenti esterni. È un materiale più stabile nel tempo se esposto a umidità, ed è tra i più indicati, tra i filamenti “semplici”, per oggetti destinati anche all’esterno o ad ambienti umidi come bagni o cucine.
Finitura lucida e trasparenza. Il PETG ha naturalmente un aspetto brillante e, in alcune formulazioni, può essere semi-trasparente o trasparente: è la scelta tipica quando si cerca un effetto “vetroso” o particolarmente lucido su un oggetto.
Sicuro per il contatto alimentare in molte formulazioni certificate, più spesso del PLA, anche se — come sempre — vanno rispettate condizioni specifiche di stampa e finitura per un uso sicuro con il cibo.
Nessun problema di warping rilevante, quindi non serve una camera di stampa chiusa o riscaldata: è più esigente del PLA, ma resta accessibile anche su stampanti semplici.
I difetti
Stampa meno “perdonante” del PLA. Il PETG tende a formare filamenti sottili indesiderati tra una parte e l’altra dell’oggetto (il cosiddetto “stringing” o “filo di ragno”), soprattutto se i parametri di stampa non sono calibrati con attenzione. Il risultato può richiedere qualche ritocco in più rispetto a una stampa in PLA.
Aderenza eccessiva tra strati adiacenti. È un materiale che tende ad “appiccicarsi” molto bene a se stesso, il che è un pregio per la resistenza ma può essere un problema per strutture di supporto: rimuoverle richiede più attenzione, con il rischio di rovinare leggermente la superficie sottostante.
Superficie più sensibile ai graffi. La sua finitura lucida, per quanto bella, è anche più delicata: è più facile che si righi rispetto a una superficie opaca in PLA.
Meno adatto ai dettagli finissimi. Essendo un materiale leggermente più “filante” durante la stampa, la resa di dettagli molto piccoli e sottili tende a essere leggermente meno nitida rispetto al PLA.
Sensibile ai raggi UV nel lungo periodo. Come molte plastiche, un’esposizione prolungata al sole diretto può portare a un progressivo ingiallimento o infragilimento, anche se in modo più graduale rispetto al PLA.
Quando ha senso scegliere il PETG
Il PETG è indicato per:
- Oggetti che devono resistere a urti, flessioni o un uso quotidiano
- Contenitori, supporti, oggetti da esterno o da ambienti umidi
- Pezzi che potrebbero essere esposti a fonti di calore moderate
- Oggetti dove si cerca un effetto lucido o semi-trasparente
È meno indicato per:
- Modelli con dettagli estremamente fini e minuti
- Oggetti dove serve una finitura perfettamente opaca e priva di imperfezioni superficiali
- Chi stampa per la prima volta e preferisce un materiale più semplice da gestire fin da subito
PLA o PETG: come orientarsi
In sintesi, la scelta tra i due dipende dall’uso che si farà dell’oggetto: se conta soprattutto l’estetica e il pezzo resterà in un ambiente controllato, il PLA resta la scelta più semplice ed economica. Se invece l’oggetto dovrà essere maneggiato spesso, esposto a temperature più alte o a un minimo di umidità, il PETG offre un margine di sicurezza in più, a fronte di una lavorazione leggermente più delicata.

